Associazione Sostenitori Collaboratori e Testimoni di Giustizia

Per i Gravina i collaboratori di giustizia sono “bastardi”,compreso il fratello Francesco!

A ridosso dell’articolo pubblicato stamane,vogliamo evidenziare come vengono accusati spesso i “collaborati di giustizia” da chi gli sta vicino ed ha paura.

Innanzitutto ci preme sottolineare quanto segue:per diventare CDG i procuratori e gli inquirenti,verificano in modo capillare le informazioni che il presunto collaboratore sta rilasciando,affinchè non ci siano falle nel sistema.

Una volta acquisite tutte le informazioni e raccolto i dati rilevanti,tramite le indagini e la raccolta del materiale tramite le tecniche:fotografiche,intercettazioni,pedinamenti ecc, al fine di condurre un’inchiesta che sfoci in una “operazione” o cosi detto “blitz“,il CDG è SOLO un presunto collaboratore,acquisite tutte le informazioni su menzionate,e quindi la genuinità delle rivelazioni,si entra nel programma riservato ai COLLABORATORI DI GIUSTIZIA;quest’ultimi insieme ai loro familiari,se decidono di farne parte,saranno sotto cura e protezione del NCP (Nucleo Centrale Protezione).

AMPLIAMO MEGLIO LA DESCRIZIONE

Chi sono i collaboratori di giustizia

Il collaboratore di giustizia è colui che, dopo aver fatto parte di un’organizzazione  che decide di dissociarsene, fornendo ai giudici informazioni sulla struttura dell‘organizzazione criminale e sui reati commessi dai suoi affiliati.

I testimoni e i collaboratori di giustizia sono tutelati dal cosiddetto servizio centrale di protezione,una struttura del Dipartimento della Pubblica Sicurezza – Direzione Centrale della Polizia Criminale del Ministero dell’Interno italiano.

Coloro che rientrano nella protezione hanno diritto a misure di reinserimento nel contesto sociale e lavorativo, a documenti personali fittizi e dell’assistenza finanziaria, psicologica, sanitaria e legale.

Come funziona in Italia la protezione dei “pentiti”

Il programma di protezione ha l’obiettivo di assicurare l‘incolumità delle persone esposte a grave e attuale pericolo per effetto della loro collaborazione e delle dichiarazioni rese nel corso delle indagini preliminari e del giudizio.

Una delle leggi principali da tenere in considerazione per quanto riguarda l’avvio del fenomeno dei collaboratori di giustizia, è la legge 15 del 1980, che concedeva privilegi ai criminali in possesso di informazioni importanti.

Il contesto era quello della lotta al terrorismo. Furono però i giudici Giovanni Falcone, Ferdinando Imposimato e Antonino Scopelliti a intuire l’importanza del fenomeno del “pentitismo” nella lotta contro la criminalità organizzata.

Si deve a loro il varo di numerosi provvedimenti che incoraggiavano l’utilizzo dei cosiddetti “pentiti” nelle indagini. Uno di questi fu il decreto-legge 15 gennaio 1991, n. 8, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 marzo 1991, n. 82 ricordata come una delle prime leggi emanate per disciplinare il fenomeno nell’ambito della repressione della mafia in Italia.
La legge 82/1991 introduce per la prima volta in Italia la figura del “collaboratore di giustizia”. Si tratta di una figura da non confondere con quella del “testimone di giustizia”, introdotta dalla legge 45 del 2001.
Fonte Laura Mellissari (TPI)

Per capirci meglio,si entra in una strada senza uscita se il programma ha delle falle,per questo il COMITATO CDG,sostiene familiari e i CDG,assistendoli in tutte le fasi e cercando di non abbandonarli mai…

Mentre da una parte c’è chi si pente,sconta la propria pena,aiuta gli inquirenti e i magistrati a catturare “mafiosi e assassini”,dall’altra c’è chi li chiama “infami“.

Antonello Gravina non si aspettava che il fratello Francesco diventasse collaboratore di giustizia,lo chiama “bastardo”,lo stesso Antonello è stato arrestato nel 93,95,2002 ha preso una custodia cautelare… associazione,estorsione..insomma è pulito e per lui la mafia non esiste!

Antonello Gravina aggiunge che il fratello “CDG” deve rinunciare al cognome,mentre l’altro fratello, Raffaele,dice:”nella famiglia Gravina la parola pentimento non è mai esistita” ed aggiunge riferendosi al fratello,collaboratore di giustizia, Francesco: “ha fatto una figura di merda davanti a tutti”..peccato che anche questo fratello ha avuto problemi con la giustizia….

Io sono uno di questi,sono un “infame“,sono un collaboratore giornalistico e sostengo il COMITATO CDG!

Maurizio Inturri