Associazione Sostenitori Collaboratori e Testimoni di Giustizia

Il COMITATO SOSTENITORI CDG riconosciuto in Europa

Gli svizzeri,infatti,grazie ai giornalisti Elena Boromeo e Thomas Paggini,hanno affrontato il problema delle “criptovalute”.

Ma il Comitato è divenuto eroina in ambito “europeo”,così il famoso giornale francese Le Monde,tramite il giornalista Thomas Saintourens,ha dedicato l’11 maggio scorso,un’intera pagina ai collaboratori di giustizia e allo status vivendi dei loro familiari (ricordiamo che già il Left si era interessato alla vita dei minori che vivono con i collaboratori,dichiarandone circa il 40% senza assistenza scolastica).

Così riporta il Le Monde:

Bonaventura ha 47 anni,è stato un Boss della n’drangheta,la più potente mafia Calabrese,viene da Crotone.

Nel 2006 decide di rinunciare al crimine e si dissocia dal legame di sangue e dal suo Clan.

È uno dei principali collaboratori di Giustizia d’ Italia ” un pentito”, nel linguaggio popolare.

Vivono reclusi, con la Paura, sotto minaccia di vendetta, sono detti “morti che camminano”.

Luigi è un ” morto che parla”.

Ha molte cose da dire sulle Attività mafiose in Italia e all’ Estero, capisce le loro teste pensanti.

Proviene da un’antica famiglia mafiosa, clan Vrenna Bonaventura, la loro fortuna principale è il traffico di cocaina, contrattando l’acquisto e la vendita.

Misura le parole delle sue confidenze:

” È SOLAMENTE GRAZIE ALLE NOSTRE TESTIMONIANZE CHE L’ ITALIA ARRIVERA’ A SCONFIGGERE LE MAFIE INFILTRATE NELLE SFERE DEL POTERE POLITICO ED ECONOMICO, SOLO IL BENE POTRA’ SRADICARE IL MALE E PREFERISCO ORMAI MORIRE PER LA SOCIETA’ CIVILE, PER I NOSTRI BAMBINI CHE PER UN’ ORGANIZZAZIONE CRIMINALE, BASATO SULL’ INDOTTRINAMENTO DI SUSPENSE E PAURA.”

Il busto dritto, gli occhi puntati verso di me, il tono basso e il passo lento:

“I VERI EROI,SONO I FAMILIARI,COME MIA MOGLIE E I MIEI FIGLI,CHE DEVONO SUBIRE LE MIE SCELTE E VIVERE UN CLIMA DI PAURA”,

la sua Libertà di parola è spesso utilizzata per denunciare la situazione precaria dei pentiti:

” NOI SIAMO TRATTATI COME MENO DI NIENTE, SENZA POSSIBILITA’ DI RIFARCI UNA VITA IN SICUREZZA, SENZA DOCUMENTI DI COPERTURA, SENZA UN AIUTO PER POTER INTRAPRENDERE UN’ ATTIVITA’ PROFESSIONALE, NON CONTANDO I DANNI QUANDO VENIAMO RICONOSCIUTI”.

In questi 12 anni ha collaborato, facendo produrre 500 arresti,con 14 Procure Anti mafia differenti,dall’ Italia alla Germania.