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Sergio Ramelli:la storia racconto!

Sergio Ramelli:la storia racconto!
Arcangelo

 
 
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Nei primi mesi del 1975 nell’ITIS “Molinari” di Milano, scuola nella quale Ramelli studiava chimica industriale, analogamente a quanto avveniva in molte scuole superiori e universitàitaliane, era teatro di accesi scontri politici tra studenti di destra e di sinistra. L’edificio scolastico, risalente ai primi anni sessanta, non permetteva un adeguato controllo dell’ordine pubblico interno e, in ragione di ciò, si era guadagnato la reputazione di luogo a rischio.

Le posizioni politiche di Sergio Ramelli, fiduciario[1][2] del Fronte della Gioventù, erano ben note nell’istituto, in quanto da lui stesso più volte pubblicamente professate; queste gli procurarono due aggressioni in un breve lasso di tempo, che lo spinsero, nel febbraio 1975, a lasciare il “Molinari” per proseguire l’anno scolastico in un istituto privato.[3] Secondo quanto reso noto in seguito da sua madre, in un tema scolastico aveva espresso posizioni di condanna delle Brigate Rosse, aggiungendovi una nota di biasimo verso il mondo politico per il mancato cordoglio istituzionale verso la morte dei militanti padovani del MSI Giuseppe Mazzola e Graziano Giralucci, uccisi durante un assalto delle Brigate Rosse alla sede del MSI avvenuto l’anno precedente (17 giugno 1974). Il tema, dopo essere stato sottratto al professore, fu successivamente apposto su una bacheca scolastica e usato come “capo d’accusa” in una sorta di “processo politico” scolastico istituito contro Ramelli dagli altri studenti che lo accusarono di essere fascista.[4] Il 13 marzo 1975 Ramelli stava ritornando a casa, in via Amadeo a Milano; parcheggiato il suo motorino poco distante, in via Paladini,[5] si incamminò verso casa. All’altezza del civico 15 di detta via Paladini Ramelli fu assalito da un gruppo di extraparlamentari comunisti di Avanguardia operaia armati di chiavi inglesi,[6] e colpito ripetutamente al capo; a seguito dei colpi ricevuti perse i sensi e fu lasciato esangue al suolo.[5] La testimonianza resa durante il processo da Marco Costa fu la seguente:[7]

«Ramelli capisce, si protegge la testa con le mani. Ha il viso scoperto e posso colpirlo al viso. Ma temo di sfregiarlo, di spezzargli i denti. Gli tiro giù le mani e lo colpisco al capo con la chiave inglese. Lui non è stordito, si mette a correre. Si trova il motorino fra i piedi e inciampa. Io cado con lui. Lo colpisco un’altra volta. Non so dove: al corpo, alle gambe. Non so. Una signora urla: “Basta, lasciatelo stare! Così lo ammazzate!” Scappo, e dovevo essere l’ultimo a scappare.»

A sua volta Giuseppe Ferrari Bravo rese la seguente testimonianza:[7]

«Aspettammo dieci minuti, e mi parve un’esistenza. Guardavo una vetrina, ma non dicevo nulla. Ricordo il ragazzo che arriva e parcheggia il motorino. Marco mi dice: “Eccolo”, oppure mi dà solo una gomitata. Ricordo le grida. Ricordo, davanti a me, un uomo sbilanciato. Colpisco una volta, forse due. Ricordo una donna, a un balcone, che grida: “Basta!”. Dura tutto pochissimo… Avevo la chiave inglese in mano e la nascosi sotto il cappotto. Fu così breve che ebbi la sensazione di non aver portato a termine il mio compito. Non mi resi affatto conto di ciò che era accaduto.»

Pochi minuti dopo l’aggressione, un commesso vide il corpo coperto di sangue e allertò la portinaia del palazzo di via Amadeo dove il giovane abitava. La portinaia, riconosciutolo, avvertì la polizia e i soccorsi medici; un’autoambulanza lo portò all’Ospedale Maggiore dove fu sottoposto a un intervento chirurgico della durata di circa cinque ore allo scopo di ridurre i danni causati dai colpi inferti alla calotta cranica.[8]

Il decorso post-operatorio di Sergio Ramelli fu caratterizzato da periodi di coma alternati ad altri di lucidità; le complicazioni cerebrali comunque indotte dall’aggressione lasciarono i sanitari dubbiosi sul recupero delle piene funzionalità fisiche.[9] La morte sopraggiunse 48 giorni dopo l’aggressione, il 29 aprile 1975.[9]

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Maurizio Inturri

Blogger Indipendente e scrittore Dottore in Scienze della Comunicazione Autore di:

  • L'antistato - vol.I° - L'inizio, anno 2019
  • Cogito ergo sum..ma non abbastanza!,anno 2015

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