Associazione Sostenitori Collaboratori e Testimoni di Giustizia

Processo Gotha:tutti i segreti!

Dicembre,2018,il giudice nella motivazione della sentenza “GOTHA” scrive di massoneria deviata e intrecci con logge a alto livello!

Il giudice nella motivazione della sentenza scrive quanto segue:

«Rispetto allo specifico oggetto di analisi (esistenza ed operatività dell’associazione segreta di cui al capo i) della rubrica), la componente soggettiva della massoneria “deviata” ed i rapporti tra quest’ultima e i membri apicali della ‘ndrangheta possono certamente costituire argomento utile a “disvelare” la modalità operativa del gruppo segreto e, soprattutto, a spiegare, in taluni casi, le strette interrelazioni esistenti tra alcuni componenti dell’associazione (si pensi al connubio esistente tra i soggetti posti in posizione apicale, R.P. e M.A., entrambi appartenenti a logge massoniche “coperte”), ma non rappresentano certo l’oggetto principale dell’accertamento».

Continuando:

«In altri termini, la componente soggettiva di ispirazione massonica e, in particolare, l’utilizzo di un “metodo” segreto volto a stabilire e mantenere relazioni tra i vari membri dell’associazione e tra questi e componenti soggettive esterne all’associazione di cui al capo i) della rubrica, sono profili che non assumono carattere preponderante ai fini della valutazione dell’esistenza e dell’operatività del sodalizio criminale investigato, trattandosi, semmai, di aspetti che restano, per così dire, sullo sfondo, contribuendo cioè a delineare il profilo dinamico dell’associazione, talora assumendo rilievo in relazione alla singola condotta di “interferenza”, la quale, come è noto, costituisce un post factum (eventualmente autonomamente punibile) rispetto al fatto di associarsi svolgendo “attività diretta ad interferire”».

In quest’ottica,continua il giudice:

«i riferimenti ai rapporti di vicinanza dal coimputato T… con ambienti criminali, in particolare, della fascia tirrenica reggina – per come riferito da numerosi collaboratori di giustizia – sono utili a delineare un ormai collaudato (ed acclarato) sistema relazionale “occulto” che spesso caratterizza gli ambienti criminali di matrice ‘ndranghestica, il quale, tuttavia, è, in parte qua, estraneo all’ambito di operatività dell’associazione segreta descritta al capo i) della rubrica».
«…Il tema probatorio in questione, infatti, è utile al fine di “spiegare” la mutazione genetica dell’associazione criminale – unitaria – di cui al capo a) della rubrica ed il rapporto strumentale esistente tra l’associazione segreta di cui al capo i) della rubrica e la mutata associazione per delinquere di stampo mafioso di cui al capo a) della rubrica». «Non a caso, la prova della sussistenza dell’associazione segreta passa attraverso l’accertamento del sistema di relazioni ideato, programmato e diretto da P.R., il quale ha assunto i caratteri di una vera e propria associazione segreta ex art. 1 L. n. 17/82 soltanto in epoca recente, con la formazione delle associazioni palesi e la loro strumentale operatività per i fini illeciti dell’associazione segreta, il cui programma criminoso è, in definitiva, quello di etero determinare l’azione di governo locale attraverso il controllo dei relativi apparati amministrativi e politico-rappresentativi, mediante il sistemico ricorso ad iniziative apparentemente rispettose del metodo democratico».

Infine si legge:

«Nell’intento di semplificare l’individuazione dell’oggetto dell’accertamento processuale, è possibile affermare che, mentre le condotte di infiltrazione poste in essere dal sodalizio criminale di stampo mafioso di cui al capo a) della rubrica (la ‘ndrangheta) sono realizzate attraverso azioni di influenza che spesso trasmodano in fatti reato (estorsione, corruzione, turbata libertà degli incanti, etc.) e rappresentano uno dei fini criminosi dell’associazione di stampo mafioso di cui all’art. 416bis c.p., le condotte delittuose poste in essere dall’associazione segreta diretta da R… e M… si prefigge di etero dirigere, con metodi apparentemente democratici, l’azione di governo locale, attraverso il sistematico condizionamento delle scelte dei governanti (amministratori e politici)».