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Luigi Bonaventura

Adesso basta!Documenti e Garanzie a Luigi Bonaventura e alla sua famiglia!

Utilizzato come “strumento” e chiamato continuamente a “collaborare” dalle varie DDA,Luigi Bonaventura ha sempre rispettato i suoi impegni,fino a ieri in cui si è ascoltato per l’importantissimo processo “Gotha”,ma a sue spese e rischio pericolo,adesso lo Stato deve mantenere i suoi impegni:documenti nuovi con relativi certificati,sicurezza per la famiglia e tutto quanto è previsto per i “collaboratori di giustizia”.

Basta continuare a censurare ciò che Luigi Bonaventura,ex boss di ‘ndrangheta ma da anni “collaboratore di giustizia“,sta facendo per lo Stato a sue spese,rischio e sicurezza;14(quattordici) procure lo hanno dichiarato sempre attendibile e se pur risulta fuori programma il Bonaventura continua a collaborare,ma a quale prezzo?

Questa è una delle tante domande scomode

che nelle varie interviste non viene posta!

Accompagnato da una piccola scorta,raggiunge spesso i luoghi segreti dove deve rendere le sue testimonianze a proprie spese,aggiungendo a queste le spese legali del proprio avvocato,senza contare i rischi che fa correre alla propria famiglia.

Perchè le varie DDA chiedono la sua collaborazione,se è stato messo alla finestra dal programma?

Questa è la domanda chiave che esige una risposta concreta dalle istituzioni,questa è informazione e cultura per chi – ancora oggi – denigra,minaccia,discrimina e censura il buon nome di Luigi Bonaventura!

Le minacce arrivano anche a Luigi Bonaventura

Per noi del ComitatosostenitoridirittiCDG è chiaro che Luigi Bonaventura è un collaboratore di giustizia,non può essere altrimenti visto che viene chiamato a rendere dichiarazioni su importanti processi come il “GOTHA”.

Ma le istituzioni sembrano aver fermato il tempo “su quella legge proposta e in vigore grazie a Giovanni Falcone“,ed allora ci chiediamo:perchè insegniamo e sbandieriamo al mondo che in Italia “nessuno è sopra la legge”,se non viene applicata la L. 15 marzo 1991 n. 82,successivamente modificata dalla L.13 febbraio 2001 n. 45?

Perchè viene censurato che a Luigi Bonaventura e la sua famiglia (come previsto dalla legge),non viene assicurato tutto o in parte,anche intervistando DNA e Politici, quanto segue:

Al collaboratore viene inoltre assicurato: una sistemazione alloggiativa, il rimborso delle spese sostenute per i trasferimenti, per le spese sanitarie (quando non sia possibile avvalersi delle strutture pubbliche ordinarie) e per l’assistenza legale, oltre ad un assegno di mantenimento nel caso di impossibilità a svolgere attività lavorativa, affinché gli sia assicurata una condizione economica equivalente a quella preesistente. Sono anche previste misure di reinserimento sociale e lavorativo quali, per esempio, la conservazione del posto di lavoro o il trasferimento presso altre amministrazioni o sedi (se si tratta di dipendenti pubblici o privati), nonché il diritto a beneficiare di specifiche forme di sostegno alla propria impresa, il diritto a un nuovo posto di lavoro, anche temporaneo, con mansioni e posizione equivalenti a quelle che il collaboratore di giustizia ha perso in conseguenza delle sue dichiarazioni. (qui la legge e la spiegazione)

Noi del ComitatosostenitoridirittiCDG chiediamo ai vari giornalisti e alle forze politiche di chiarire lo status del “collaboratore di giustizia” Luigi Bonaventura e il perchè – come da legge sopra menzionata – il Bonaventura dovrebbe continuare a COLLABORARE!

Avranno apportato modifiche anche all’art.21?

 

 

Il silenzio dei pentiti censurati

Mentre continua incessante la lotta delle forze forze dell’ordine contro le varie “mafie”,nell’oblio i vari “collaboratori di giustizia” e i loro “familiari” vengono abbandonati,anzi,meglio discriminati e costretti a rifugiarsi negli angoli più bui…

Eh già,la storia in Italia non fa da padrona,neanche le stragi,eppure tutto d’un canto operazioni o blitz (fate voi) da anni vengono effettuati senza sparatorie,come mai?

Tutto ciò,lo sappiamo,non farà riflettere chi ha sete di vendetta e odio,chi si nasconde dietro nomi illustri nella storia delle stragi come Giovanni Falcone,Paolo Borsellino e tutti gli uomini delle scorte caduti con loro.

E’ proprio da qui che vorremmo ricordare alcune frasi celebri, dettate non dalla demagogia ma da giusta causa,da chi ha veramente spolverato fascicoli e fascicoli per lasciarci un’eredità..

In molti hanno dimenticato il contributo di Tommaso Buscetta,collaboratore e non pentito,che fruttò quel famoso “Maxi Processo” e che nel corso degli anni fece maturare le coscienze di molti che si pentirono,eh già..meglio dimenticare che i “politici e collusi del sistema” non si sono mai pentiti,meglio dare addosso ai “collaboratori di giustizia” e razziarli come schiavi,e quando non servono più:due calci nel sedere e giù per la strada,ci penseranno altri ad ucciderli..strana questa frase che ricorda “Ponzio Pilato”.

Ma tanto chi se ne frega ”che muoiano gli infami e le loro famiglie” e chiudiamo un altro capitolo della storia italiana,all’orizzonte abbiamo preso di mira gli immigrati ed aperto nuovo capitolo – almeno per il momento – ,e alla fine a chi ci accuserà di razzismo e di violazione dei diritti umani,risponderemo:noi non siamo nazisti!

Naturalmente questa è anche storia italiana,ma silenzio,non possiamo raccontare tutto,neanche che ognuno tira l’acqua al proprio mulino e che “Giovanni Falcone e Paolo Borsellino” furono gli unici a perseguire questa strada,ma non raccontatelo nei “convegni antimafia”,d’altronde gli “infami” sono i “collaboratori di giustizia”.

Maurizio Inturri

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