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Radio Cusano intervista il collaboratore di Giustizia Luigi Bonaventura

Radio Cusano intervista il collaboratore di Giustizia Luigi Bonaventura
Interviste Luigi Bonaventura

 
 
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Fabio Camillacci,giornalista,dai microfoni di Radio Cusano Camper,intervista l’ex boss Luigi Bonaventura (collaboratore di giustizia e fondatore del comitato sostenitori collaboratori di giustizia)

L’appello dell’ex boss:dignità e sicurezza per i collaboratori

A lanciare l’appello,su La Voce dei Cittadini, è l’ex boss della ‘ndrina Vrenna – Bonaventura,è Luigi Bonaventura,che chiede più dignità e riconoscimento per i figli dei collaboratori di giustizia.

Come potrete leggere nell’articolo che precede questa premessa,Luigi Bonaventura continua ancora oggi a collaborare con le autorità,vive da invisibile, e non ha paura a dichiarare che la sua esclusione dal programma di protezione è avvenuta a seguito di una intervista rilasciata,secondo il servizio centrale di protezione,senza autorizzazione.

“I nostri figli hanno diritto alla libertà

e non alla emarginazione

che stanno e stiamo vivendo…”

Buona lettura

Luigi Bonaventura

La ‘Ndrangheta mi vuole morto

Terza e ultima parte dell’intervista a Luigi Bonaventura, ex boss della ‘Ndrangheta e ora collaboratore di giustizia. Nonostante il programma di protezione, che per Bonaventura viene osteggiato da una certa classe politica, non è assolutamente garantita la sua sicurezza

Terza e ultima parte dell’intervista esclusiva a Luigi Bonaventura, ex reggente della famiglia crotonese Vrenna-Bonaventura, oggi collaboratore di giustizia. In quest’ultima parte con Bonaventura affrontiamo il momento della sua dissociazione dalla famiglia – suo padre cercherà per due volte di ucciderlo – e dei suoi anni da collaboratore di giustizia.

Grazie al programma di protezione, Bonaventura con la sua famiglia è stato trasferito dapprima a Termoli, nel Molise. Qui – nonostante mimetismo e anonimato fossero garantiti dal programma – viene rintracciato facilmente e avvicinato più volte per farlo ritrattare (Bonaventura collabora con 11 procure antimafia). Ma a Termoli viene anche minacciato. Secondo Luigi Bonaventura il programma di protezione potrebbe essere un’arma formidabile per la lotta alle mafie ma una certa classe politica sta facendo di tutto per osteggiarlo.

Ma c’è anche una certa diffidenza dell’opinione pubblica nei confronti dei “pentiti” che rallenta ulteriormente la collaborazione con la magistratura. Ma in questo senso, le cose sembrano lentamente cambiare. Una petizione rivolta al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, chiede maggior protezione per i collaboratori di giustizia. A causa della sua vicinanza agli inquirenti (grazie a Bonaventura oltre 250 persone sono oggi in prigione) la vita di Bonaventura e dei suoi famigliari è in costante pericolo.

Nel frattempo lui e la sua famiglia hanno cambiato città, ma vivono sempre in Italia. Da tempo chiede però di essere trasferito all’estero.

fonte Tvsvizzera.it

La ‘Ndrangheta è ovunque

Seconda parte dell’intervista esclusiva a Luigi Bonaventura, ex boss e ora collaboratore di giustizia. Secondo la sua testimonianza, la malavita organizzata calabrese è ormai presente ad alti livelli nell’economia, nella politica e nella magistratura

La ‘Ndrangheta è ovunque. È infiltrata in ogni settore, dall’economia e alla politica, dallo sport allo spettacolo. È ormai collocata a un livello superiore: si deve dimenticare il luogo comunque dei mafiosi, tutto coppola e lupara… e dove agisce la ‘Ndrangheta non necessariamente scorre del sangue… Parola di Luigi Bonaventura, ex reggente della cosca crotonese dei Vrenna-Bonaventura. In questa seconda parte (la terza e ultima seguirà), Bonaventura ci parla dell’ascensione della ‘Ndrangheta in Italia, In Europa e nel mondo intero e anche della sua ascensione personale.

Un tema attuale in Svizzera, dopo la “scoperta” di una cellula a Frauenfeld presente da oltre 40 anni. Ma non c’è da stupirsi. Per Bonaventura si tratta della “colonizzazione” della ‘Ndrangheta che grazie anche all’emigrazione degli anni ’70 del secolo scorso si è sparsa un po’ ovunque in Europa e nel mondo. E la Svizzera e la Germania sono – sempre secondo Bonaventura – le seconde patrie della ‘Ndrangheta.

Droga, riciclaggio, armi e rifiuti sono attualmente i maggiori affari delle cosche calabresi. Ma non mancano neppure prostituzione, calcio scommesse, usura, racket e gioco d’azzardo. Nel 2013, secondo calcoli approssimativi, il giro d’affari della ‘Ndrangheta si aggirava attorno ai 53 miliardi di euro. Tanto per capirci, più di Deutsche Bank e McDonald’s messi assieme. Nel mondo le organizzazioni criminali gestirebbero un giro d’affari di 180 miliardi di euro, ovvero il PIL del Portogallo…

fonte Tvsvizzera.it

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